C’è una netta e chiara inversione di tendenza. Adesso, il Polo universitario di Trapani è solido ed è pronto per crescere. Trapani ed Erice, con i loro rispettivi sindaci, fanno sponda e cercano di creare dei servizi per i giovani universitari. Sono molto lontani i tempi in cui il Polo rischiava di chiudere. Dove il sindaco di Erice (ma oggi di Trapani) usciva dal Consorzio Universitario. Ora tutto sembra più sereno e in questa ottica la notizia dell’incontro tra i sindaci di Trapani e di Erice Giacomo Tranchida e Daniela Toscano, il neopresidente del Polo Universitario di Trapani Giorgio Scichilone e il presidente del Consorzio Universitario Francesco Torre deve dare speranza. Il tema portato avanti è il frame già visto nell’ultimo anno: intensificazione e più corsi, soprattutto di tipo sanitario.
“Nei prossimi giorni insieme all’assessore Fabio Bongiovanni – afferma il primo cittadino di Trapani – proporremo un incontro con i sindaci e la deputazione parlamentare trapanese per rilanciare l’obiettivo dell’alta formazione nel trapanese e nella Sicilia occidentale di pari passo alla domanda e vocazione territoriale. Su Trapani, nella zona ex macello sul Lungomare, stiamo per appaltare una serie d’infrastrutture residenziali e di servizio allo sviluppo del Polo Universitario trapanese. Nessun braccio di ferro con Palermo – conclude Tranchida – se registreremo intese rispettose del territorio”.
La nascita dell’Università della Sicilia Occidentale non è così lontana. La logica dell’alta e specialistica formazione diffusa nei territori è la via, andando incontro tanto alla domanda di sapere e di nuova ricerca in tandem con le sfide contemporanee e d’innovazione, quanto alla domanda di futuro dei giovani trapanesi che sovente migrano in università del nord del paese con enormi costi per le famiglie e con difficile ritorno di cervelli nella nostra terra.
I Comuni, oltre a metterci i soldi, stanno creando nuove strutture. Erice ha un progetto strutturale ambizioso nel retro del Polo. “La nostra proposta consentirebbe di offrire agli studenti della provincia un’offerta formativa più moderna, capace non soltanto di frenare l’esodo dei nostri giovani verso altri territori, ma anche di attrarne altri – commenta la sindaca di Erice, Daniela Toscano -. Proporremo un percorso di collaborazione partecipativa tra le nostre città che hanno il dovere di sviluppare politiche innovative che trattengano e attirino talenti, e l’Università che, dal canto suo, fornisce agli stessi gli strumenti conoscitivi per costruire il proprio futuro. Strumenti che, a mio avviso, devono anche essere incentrati sulle inclinazioni del territorio, oltre che sulle esigenze del presente. Ricordo che, nell’ottica del miglioramento della qualità della vita degli studenti, anche ad Erice svilupperemo infrastrutture residenziali a due passi dall’Università, nella via Giuseppe Garraffa, con un programma integrato finanziato in parte dalla Regione (4 milioni di euro) e in parte da privato individuato con avviso pubblico (7 milioni di euro)”.
“Tale progetto – aggiunge Daniela Toscano – prevede la realizzazione di alloggi per studenti e servizi, un intervento di edilizia privata e altri di urbanizzazione con la realizzazione di viabilità e spazi verdi. Ciò è il segno che Erice ha sempre creduto nel ruolo fondamentale dell’Università al passo coi tempi, dotata di laboratori tecnologici avanzati che ne facciano un polo attrattivo. In tal senso, non penso che tutti possano vantarsi di avere un’Università fronte mare, a due passi dal nascente Giardino dello Sport Falcone e Borsellino. Riteniamo pertanto corretto che venga ascoltata anche la nostra voce, in quanto rappresentanti dei cittadini. Restiamo dunque disponibili a percorsi di collaborazione virtuosa per il bene dei nostri giovani che rappresentano il futuro dei territori che amministriamo”.